“Cos’è mai un vero fotografo? La risposta è facile: la stessa cosa che è un vero poeta, un vero musicista, un vero pittore…..ecc…; tutti quelli che hanno trovato il modo e il mezzo per uscire dalla quotidianità umana, per essere qualcosa di più, di diverso. Non è facile: per riuscirci non è necessario essere intelligenti ma bisogna provare quella roba mentale curiosa che Petrolini chiamava filosoficamente “l’orrore di se stessi”. Cercherò di spiegarmi, anche se temo di non riuscirci, non perché sia troppo difficile, ma perché troppo semplice. Uno la mattina si alza e si vede allo specchio: come sei miliardi di “simili” ha una testa, due braccia, due gambe, un sesso…..insomma un aspetto umano e allora prova di colpo l’orrore di sé. A questo punto a qualcuno capita che gli cade l’occhio sulla macchina fotografica (o il violino o altro simile) e subito si sente meglio: l’orrore gli passa e pensa magari confusamente: grazie a Dio io non sono un essere umano, ma un fotografo”.